Intervento Giuseppe Fortuna a videoconferenza Spi Cgil – 8 aprile 2020

COSA DOBBIAMO CHIEDERE NOI CITTADINI ALLA GUARDIA DI FINANZA PER PREVENIRE L’EVASIONE FISCALE E IL LAVORO NERO IN OGNI SINGOLO TERRITORIO DEL PAESE: L’INTERVENTO DI GIUSEPPE FORTUNA (FICIESSE) ALLA VIDEOCONFERENZA DEL SINDACATO PENSIONATI ITALIANI SPI-CGIL – 8 aprile 2020

Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento dell’avvocato Giuseppe Fortuna, direttore dello Sportello Etpl dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse alla videoconferenza del Sindacato Pensionati Italiani Spi-Cgil.

Buongiorno a tutti, sono Giuseppe Fortuna, dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà – Ficiesse (www.ficiesse.it), associazione Cgil costituita nel 1999 e composta da una parte di finanzieri in servizio e in congedo e una parte di cittadini “comuni”.

Nel 2017 Ficiesse ha avviato delle attività di controllo civico sul perseguimento delle missioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche da parte di alcune pubbliche amministrazioni, tra le quali l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza. Ci siamo basati sull’applicazione del nuovo istituto dell’ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO entrato in vigore a fine 2016 con la riforma Madia e su una nuova e fortemente innovativa logica di gestione per obiettivi delle pubbliche amministrazioni che abbiamo chiamato “ETPL” perché coniuga tra loro azioni per la misurazione e il miglioramento di quattro dimensioni:

– la dimensione dell’Efficienza delle organizzazioni pubbliche;

– la dimensione della Trasparenza delle loro performance gestionali;

– la dimensione della Partecipazione delle organizzazioni civiche attive nei singoli territori nei momenti della determinazione degli obiettivi annuali e della valutazione dei risultati effettivamente raggiunti;

– la dimensione della diffusione della cultura e della pratica della Legalità in ogni territorio del Paese.

Tra gli altri accessi civici generalizzati, ne abbiamo avviati due con lo Spi-Cgil: sulle “Truffe agli anziani” e sulla “Partecipazione dei comuni all’accertamento tributario”, oggetto, quest’ultimo, del mio intervento all’odierna videoconferenza.

In particolare, abbiamo da ultimo chiesto all’Agenzia delle Entrate i dati aggiornati al 2018 del numero delle cosidette “segnalazioni qualificate” inviate da tutti i Comuni d’Italia. Dati che ci sono pervenuti alcune settimane fa e dai quali risulta, come si rileva dalle tabelle pubblicate alla pagina http://www.italiatrasparente.it/?p=3594, che nel 2018 si è registrato UN VERO E PROPRIO CROLLO delle segnalazioni inviate, che sono scese a 1.286 dalle 73.079 del periodo 2009-2017.

Stiamo cercando di comprendere le cause di questa crisi e ci è stato riferito, anche da dirigenti territoriali dello Spi, che i piccoli e medi Comuni adducono come motivazione la RIDUZIONE DEL PERSONALE, che avrebbe imposto la compressione di tutte le attività non obbligatorie per legge come sono, appunto, le segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate. Questo, però, non spiega come mai sia “crollato” anche il numero delle segnalazioni qualificate provenienti dai GRANDI COMUNI; con Milano, ad esempio, che è passato dalle 3.124 segnalazioni complessive alle 69 del 2018, Genova da 3.674 a 9 e Roma da 5.229 a zero. Come zero sono state le segnalazioni inviate da Reggio Calabria (183mila abitanti), il Comune di medie dimensioni che negli anni scorsi si era particolarmente distinto con le sue 3.414 segnalazioni complessive.

Quindi, ci devono essere anche altri motivi e altri problemi alla base di questo massiccio ridimensionamento, riferibili ad esempio alla difficoltà di lavorare su segnalazioni così tecniche, alle responsabilità che gli uffici inevitabilmente si assumono inviandole all’amministrazione finanziaria, a qualche forma di “riluttanza politica” o al fatto che su molte segnalazioni gli Uffici territoriali dell’Agenzia non hanno avviato accertamenti.

Preso atto, comunque, di quanto sta accadendo, noi di Ficiesse siamo convinti sia giunto il momento di chiedere alle amministrazioni centrali di affiancare alle azioni di repressione anche nuove e del tutto inedite INIZIATIVE DI PREVENZIONE dell’evasione fiscale e di contrasto al lavoro nero. Infatti, visto che dai Comuni non possiamo di certo aspettarci un’immediata inversione di tendenza sulla repressione degli illeciti fiscali già commessi, si può stimolarli a svolgere una molto meno complessa e meno dirompente COOPERAZIONE SUL PRESENTE E SUL FUTURO. L’idea è di chiedere non l’invio di segnalazioni “qualificate”, che, come detto, presuppongono capacità tecniche, responsabilità e dispendio non irrisorio di risorse umane, ma di fornire indicazioni sui FATTI PRODROMICI DELL’EVASIONE, cioè sulle situazioni che notoriamente anticipano successive dichiarazioni fiscali sottostimate o del tutto omesse. Attività, quindi, molto più semplici e meno problematiche per gli Uffici dei Comuni, i quali NON DEVONO ELABORARE E SCRIVERE NULLA, ma soltanto fornire notizie, atti e documenti che saranno loro direttamente richiesti dai Comandi territoriali della Guardia di Finanza.

Il tutto, con l’ulteriore enorme vantaggio di AUMENTI IMMEDIATI E SIGNIFICATIVI DEL GETTITO NATURALE DELLE IMPOSTE. Risultato al quale si dovrebbe cercare di collegare, come incoraggiamento alla diffusione della CULTURA DELLA LEGALITÀ, anche piccoli abbassamenti delle aliquote a vantaggio di tutti i cittadini e con rimesse finanziarie ai Comuni che risulteranno più virtuosi.

Di che azioni parliamo in concreto? Dell’indicazione alla Guardia di Finanza, da parte delle Polizie locali, degli Uffici comunali, dei Commissariati della Polizia di Stato e dei Comandi territoriali dei Carabinieri, di informazioni e di elementi presenti agli atti, e comunque noti agli agenti, indicativi dell’esistenza di lavoro nero, lavoro irregolare, omesse fatturazioni, omesse registrazioni di incassi. 

In più, c’è da qualche anno una NOVITÀ IMPORTANTISSIMA PER LE LOGICHE ETPL: sono finalmente possibili misurazioni precise, sperimentate non solo in Italia ma anche in diversi altri Stati dell’Unione Europea, degli ESATTI ANDAMENTI NUMERICI DEI TAX GAP TERRITORIALI. Oggi conosciamo, cioè, l’ammontare “preciso” del sommerso di ciascun singolo anno, per ciascuna singola provincia, per singoli settori economici. Si vedano, in merito, le relazioni annuali della Commissione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva presieduta dal professor Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat (http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2018/A6_-_Relazione_evasione_fiscale_e_contributiva.pdf).

Quindi, già dal 2021 potrebbero essere assegnati alla Guardia di Finanza, oltre ai consueti – e irrinunciabili – obiettivi annuali di repressione degli illeciti economico-finanziari, anche OBIETTIVI PROVINCIALI ESATTI DI AUMENTO DEL GETTITO EFFETTIVO nei settori economici e nei territori in cui il sommerso si manifesta.

Impossibile? Tutt’altro: è assolutamente facile. Dello spaccio di stupefacenti nelle strade se ne accorgono spesso anche i cittadini comuni, figuriamoci se non si vede chi lavora, produce, vende beni e servizi e cerca clienti in nero. Come si vedono benissimo i furgoni dei caporali che trasportano i braccianti nei campi e i braccianti che nei campi lavorano all’aperto. In più, OLTRE A ESSERE FACILE PREVENIRE È MOLTO CONVENIENTE, perché non ci saranno ricorsi, non ci saranno contenziosi e non ci saranno condoni, ma soldi subito per sostenere la spesa pubblica e ridurre il nostre enorme (e crescente) debito pubblico.

Si osserverà – a questo punto – che anche l’Amministrazione finanziaria ha gravi problemi di personale: dove li trova la Guardia di Finanza gli ispettori, i sovrintendenti, gli appuntati e i finanzieri per svolgere queste inedite attività di prevenzione?

La risposta sta scritta negli accessi civici generalizzati che stiamo portando avanti nell’ambito del Progetto Etpl Italia trasparente nei confronti non solo della Guardia di Finanza ma anche dei Municipi del Comune di Roma e di nove Autorità amministrative indipendenti di dimensioni medio/piccole tutti documentati sul sito www.italiatrasparente.it). Accessi finalizzati alla valutazione della cosidetta “efficienza allocativa”, cioè all’individuazione dei livelli e delle articolazioni deputate alle esecuzione delle attività funzionamento che risultino eccedenti rispetto all’effettivo fabbisogno dell’amministrazione considerata sottraendo così risorse umane e materiali alle attività “di produzione diretta”.

Tra questi, con l’accesso al Comando Generale del Corpo (vgs. https://www.italiatrasparente.it/?cat=76) abbiamo chiesto di conoscere le quantità esatte di ore/persona assorbite negli anni 2015-2017 dai livelli di direzione e controllo che, invece di essere ridotti, sono stati recentemente portati dalla Guardia di Finanza, A CINQUE (Comando nazionale, Comandi interregionali, Comandi regionali, Comandi provinciali e i nuovi Comandi di gruppo), a fronte dei due della Polizia di Stato (Dipartimento nazionale di Pubblica sicurezza e Questure). 

Noi riteniamo che le avanzate tecnologie oggi disponibili permettano al Corpo di sopprimere gli attuali 20 COMANDI REGIONALI trasferendone le funzioni agli attuali sei Comandi interregionali e di eliminare gli oltre 150 NEOISTITUITI COMANDI DI GRUPPO. Questo permetterebbe di recuperare un numero davvero notevole di unità di personale (da noi stimato tra 6mila e 8mila) per indirizzarle, tra l’altro senza costi perché tutti i militari verrebbero lasciati negli attuali medio/grandi Comuni di impiego, alle attività di primo livello tecnico della “prevenzione dell’evasione fiscale”.

In questo modo, ad esempio, non avremo più bisogno, per ridurre il sommerso sui contratti di locazione, di mantenere un’imposta proporzionale e non progressiva come la cedolare secca, ma basteranno semplicissime telefonate del seguente tenore: “““Gentile Signora Rossi, sono il Brigadiere Bianchi del Nucleo della Guardia di Finanza di Via dell’Olmata. Abbiamo visto su Subito.it che ha messo in locazione un appartamento in viale dell’Università per il quale chiede 1.300 euro al mese. Le auguriamo di trovare al più presto gli inquilini e la invitiamo a scaricare dalla prima pagina del sito www.agenziaentrate.gov.it le istruzioni su come registrare il contratto entro i sessanta giorni previsti e come fare la comunicazione all’Autorità di pubblica sicurezza. Se ha dubbi, non esiti assolutamente a contattarci a questo numero. La richiameremo tra qualche mese per sapere se tutto è andato bene.”””

Risorse umane impiegate nell’intervento di prevenzione: 1,5 ore/persona. Aumento del gettito relativo all’anno 2021:  6.708 euro.

GIUSEPPE FORTUNA

Direttore dello Sportello Efficienza-Trasparenza-Partecipazione-Legalità dell’Associazione Ficiesse

 

Pubblicato il: 7 Aprile 2020 alle 7:24 pm